LA FAMIGLIA - PREMIO GIORNALISTICO GIUSEPPE LUCONI

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LA FAMIGLIA

IL RICORDO DI ALCUNI FAMILIARI

DANIELE BARTOCCI (nipote e giornalista)
"Persone come te non muoiono mai,  rimarranno sempre nella memoria di quanti, come noi, ti hanno conosciuto.
Onestà, umiltà e un animo generoso ti hanno contraddistinto….  
Hai rinunciato a tante cose per immergerti completamente nell’arte del giornalismo. Sei e sarai sempre uno zio eccezionale, sia dal punto di vista personale che professionale"

ALBERTO SANTONI (nipote e primo vice-allenatore italiano di Julio Velasco - 1983 Latte Tre Valli Jesi)
"Hai sempre amato la nostra città, la città di Jesi, facendola amare fino in fondo ai nostri concittadini, grazie a un modo di scrivere unico: chiaro, semplice ma completo, rispettoso e talvolta ironico, ma soprattutto sempre attento alla verità e diretto al cuore del lettore….
Caro zio, maestro del giornalismo, non ti dimenticheremo mai"

GIUSEPPE PAPADIA (nipote e nota penna marchigiana - prima con il Messaggero per 11 anni, poi con Voce della Vallesina)
"Non potrò mai ringraziarti abbastanza, per avermi convinto di intraprendere questa meravigliosa attività, di avermi insegnato un tipo di giornalismo "che non sale in cattedra, che non sentenzia, che parla il linguaggio della gente, che rispetta il lettore nel solo modo con cui si può farlo: raccontando la verità". Un giornalismo che purtroppo, oggi è un po' fuori moda, più concentrato sulle opinioni che sui fatti..."

ANEDDOTI  "Forse l'esperienza più divertente e gratificante sia per me sia per zio Giuseppe - racconta Papadia - è stata la mia avventura assieme a Beatrice ed Alessandro Testadiferro in Canada per la Giornata Mondiale della Gioventù. Noi eravamo gli "inviati speciali" del giornale, lui il nostro direttore (Voce della Vallesina) che aspettava i pezzi concordati. Glieli mandammo proprio all'ultimo momento, lo costringemmo a rifare la prima pagina. Per l'occasione scrisse anche un breve editoriale - intitolato proprio "Gli inviati speciali" - evento davvero eccezionale (almeno per me) perché a parte la sua rubrica "Del più e del meno" non abusava del suo ruolo di direttore. E questo è un altro insegnamento che mi porto dietro, l'umiltà".

 
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